Perché fare un presepe?

Perché la tradizione del presepe ci porta alle radici culturali cristiane italiane? Perché c’è il bisogno di portare avanti un’usanza consolidata negli anni? Perché un presepe ci trasmette tanto calore e sicurezza? Le statuine del bambino Gesù, della madre Maria e del padre Giuseppe sono comunicazione e fonte di energia.

Perché sentiamo il desiderio profondo, umano,  di fare e di spiegare ai bambini il presepe? Perché incontra un successo così grande nei più piccoli? Perché ci aiuta a ricordare, a immaginare, a capire cos’è accaduto tanto temo fa? Creare è fantasia, ma anche opportunità di riflettere e di ragionare.

Perché osservare i tre principali personaggi centrali, il ruscello, le casette dei poveri? Perché la capanna, i pastori, le lavandaie, i venditori ambulanti, le pecorelle bianche, le caprette, i cavalli, le mucche, i maiali,  le galline e le oche costituiscono dei simboli? Ricostruire i vizi, le virtù e le valenze simboliche attribuite a questi personaggi ci insegnano come e chi siamo.

Proviamo a decifrare un po’ i simboli  di allora e le realtà di adesso…

Perché il bue con i suoi muggiti attira Maria e Giuseppe nella sua stalla e rinuncia alla paglia fresca per offrirla come culla calda per Gesù Bambino?  “Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende.” (Isaia 1,3-4)

Gli animali sanno riconoscere il loro padrone, il bue e l’asinello nel presepe significa affermare che gli animali riconoscono Dio nel bambino Gesù

Perché l’asinello accompagna la Famiglia nel viaggio fino a Betlemme? L’autore del libro “Animali celebri”, Giunti Editore, 2010, Michel Pastoureau, ricorda l’asina sulla quale Gesù salirà per entrare a Gerusalemme.

Perché un pastore offre alla Madonna la lana di una delle sue pecore affinché potesse scaldare il piccolo Gesù?

     Le pecorelle a quel tempo non erano considerati animali stupidi, ma utili.    

Perché i cammelli accompagnano i Re Magi nel deserto? In alcuni presepi si possono vedere anche animali esotici, come un elefante, un cammello e un cavallo. I tre animali da sella, appartenevano ai tre Re Magi, i saggi d’Oriente e rappresentavano i continenti conosciuti all’epoca.

L’elefante  rappresenta il continente africano, il cammello – l’Asia e il cavallo – l’Europa.

Perché il pettirosso si unisce al canto degli angeli? Perché le api creano una melodia per rendere lode al Signore e la lucciola si posa sul ditino di Gesù appena nato?

Perché ci sono tante tradizioni e feste di dicembre in giro per il mondo dove gli animali diventano il tema centrale? Perché in Romania i ragazzi si mascherano da orso e da capra per ballare e cantare accompagnati dal tamburo? Perché fanno delle piccole commedie teatrali,  capriole e salti per strada durante l’ultimo giorno dell’anno? Perché in Scandinavia c’è la Yule Goat, la capra realizzata in paglia e stoffa rossa? Perché in Galles a Natale  c’è la tradizione del teschio di cavallo attaccato a una veste bianca, in giro per le vie, portato di casa in casa da persone che cantano?

Perché gli animali danno agli esseri umani la fiducia senza giudicarci? Loro ci mantengono calmi e ci fanno sentire al sicuro.

Perché la festa di Natale è sinonimo di mistero, magia e luce? Perché tramandiamo le usanze tradizionali di generazione in generazione? Le nostre tradizioni natalizie sono diverse, ma l’augurio che ci facciamo è lo stesso.

Perché noi, animali sociali, con i nostri tratti somatici, caratteri, provenienze, religioni abbiamo bisogno di confronto e di rapporto?

“Credo che potrei vivere con gli animali, sono così placidi e pieni di decoro.
Rimango ad osservarli per ore e ore.
Non si affannano e non si lamentano della loro condizione,
Non stanno svegli nel buio piangendo per i loro peccati,
Non m’infastidiscono discutendo dei loro doveri verso Dio,
Nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per la mania di possedere cose,
Nessuno s’inginocchia davanti all’altro, o a un suo simile vissuto migliaia di anni fa,
Nessuno è rispettabile o infelice su tutta la terra.”

Vivere tra gli animali
di Walt Whitman

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